Organizzare un viaggio in Perù significa una cosa sopra tutte: ottimizzare bene il tempo.
È un paese enorme, con distanze importanti e ambienti completamente diversi tra loro. Per questo motivo l’organizzazione dell’itinerario fa davvero la differenza tra un viaggio caotico e un viaggio ben riuscito.
In questo articolo trovi il nostro itinerario completo di 18 giorni, organizzato giorno per giorno con un approccio molto pratico: ridurre al minimo gli spostamenti inutili e riuscire a vedere il più possibile nel tempo a disposizione.
Non è un viaggio rilassato, ma un itinerario costruito per chi ha pochi giorni e vuole sfruttarli davvero bene.
GIORNO 1 – In volo verso l’altro continente
La prima domanda da porsi quando si organizza un viaggio in Perù è: quale volo conviene scegliere?
La risposta dipende principalmente da due fattori: budget e tempo a disposizione. Si può optare per soluzioni più comode con un solo scalo oppure risparmiare scegliendo voli con due scali. Personalmente, sconsiglio itinerari con più di due scali: il rischio è trasformare il viaggio stesso in una maratona infinita.
Nel nostro caso abbiamo scelto una soluzione low cost con due scali, partendo dall’aeroporto per noi più comodo: Pisa. L’alternativa era partire da aeroporti più grandi come Milano o Roma, ma valutando tempi complessivi, costi e praticità, Pisa si è rivelata la scelta più efficiente.
L’arrivo a Lima era previsto intorno a mezzanotte e mezza del giorno successivo. Una soluzione che, per quanto stancante, permette di “perdere” sostanzialmente solo il primo giorno di viaggio e ottimizzare al massimo il tempo a disposizione.
Consiglio: quando scegli il volo non guardare solo il prezzo finale. Valuta anche aeroporto di partenza, durata complessiva del viaggio e orario di arrivo: possono cambiare completamente l’efficienza dell’itinerario.
Dove dormire la prima notte?
Dopo un arrivo notturno, la scelta dell’alloggio è più importante di quanto sembri. Meglio dormire vicino all’aeroporto o spostarsi subito in città?
La soluzione più comoda potrebbe sembrare quella di fermarsi vicino all’aeroporto, ma se l’obiettivo è ottimizzare davvero i tempi consiglio di raggiungere subito il centro storico di Lima. Eviterei invece Miraflores per la prima notte: dall’aeroporto può richiedere anche un’ora di auto, mentre il centro storico è molto più vicino e raggiungibile in circa 20 minuti.
Il vantaggio è semplice: la mattina successiva puoi dormire un po’ di più ed essere già nella zona giusta per iniziare la visita della città, evitando spostamenti inutili durante la giornata.
Inoltre, se hai intenzione di fare come noi e prendere subito un volo interno per Iquitos e la foresta amazzonica, ti consiglio di chiedere all’hotel se offre il deposito bagagli.
Noi abbiamo lasciato lì parte dei bagagli e preso il volo interno soltanto con lo zaino personale, evitando così il costo del bagaglio in stiva.
Come raggiungere il centro storico dall’aeroporto?
Per spostarti dall’aeroporto al centro puoi utilizzare tranquillamente Uber. In Perù funziona molto bene nelle grandi città ed è una soluzione pratica, economica e affidabile.
GIORNO 2 – Alla scoperta di Lima
Per paura di non riuscire a vedere tutto, il primo giorno ci siamo svegliati alle 8:30. Col senno di poi, il consiglio è un altro: dormite pure un po’ di più.
Prima delle 10 il centro storico è ancora molto tranquillo e rischiate di girare per una città quasi deserta, perdendovi parte della vera atmosfera di Lima.
Noi alloggiavamo a circa cinque minuti a piedi da Plaza de Armas, posizione che consiglio assolutamente per ottimizzare gli spostamenti e visitare comodamente il centro storico a piedi.
Qui troverete un itinerario completo di due giorni a Lima.
GIORNI 3–4 – Due giorni nella foresta amazzonica
Abbiamo prenotato tramite GetYourGuide – tour di due giorni nella foresta amazzonica. La maggior parte delle esperienze disponibili dura almeno tre giorni, ma noi abbiamo scelto una soluzione da due giorni per riuscire a incastrarla all’interno dell’itinerario senza sacrificare altre tappe.
L’esperienza è stata molto interessante, anche se inevitabilmente piuttosto turistica. Alcune attività — come il ballo organizzato nella comunità indigena — ci sono sembrate abbastanza costruite “a misura di turista”. Allo stesso tempo però è giusto ricordare che questo tipo di turismo rappresenta anche una fonte economica importante per le comunità locali.
La rifarei? Assolutamente sì.
Mi fermerei più di due giorni? Onestamente no.
Le attività principali sono concentrate in poco tempo:
Certo con piu giorni avreste l’occasione di rilassarvi su un’amaca nel lodge e leggervi un bel libro, oppure di fare un lancio con la zipline nel bel mezzo della foresta ma onestamente, siete venuti dall’altra parte del mondo per fare una zipline? Se si, trattenetevi un giorno in più, altrimenti fate come noi, il libro potete leggerlo sull’aereo durante il volo di ritorno a Lima in prima serata.
GIORNO 5 – Riserva di Paracas
La mattina abbiamo preso un bus Cruz del Sur direzione Paracas.
Per questa tappa avevamo prenotato tramite GetYourGuide – tour in mini buggy nella Riserva di Paracas della durata di circa due ore.
Una cosa che abbiamo apprezzato tantissimo è stata l’organizzazione: ci sono venuti a prendere direttamente alla stazione dei bus e ci hanno persino tenuto i bagagli durante l’escursione, permettendoci di visitare la riserva senza peso inutile addosso.
Sono piccoli dettagli, ma in un itinerario molto intenso fanno davvero la differenza.
GIORNO 6 – Un po’ di mare in mezzo al deserto: Isole Ballestas e Oasi Huacachina
La mattina abbiamo prenotato tramite GetYourGuide – escursione alle Isole Ballestas, famose soprattutto per “El Candelabro”, enorme geoglifo preistorico inciso sul versante della Penisola di Paracas.
Dopo una breve navigazione si raggiungono le Isole Ballestas, piccoli isolotti ricchi di biodiversità dove è possibile vedere da vicino leoni marini, uccelli marini e persino i curiosissimi pinguini di Humboldt e chissà, se sarete fortunati come noi, avrete la fortuna di avvistare anche una balena!!
L’escursione dura poche ore, quindi verso metà giornata avevamo già tempo per pranzare e ripartire subito in direzione Ica con Cruz del Sur.
Da Ica bastano circa dieci minuti di taxi per raggiungere Huacachina.
Huacachina: aspettative vs realtà
Prima di arrivare immaginavo una piccola oasi isolata nel nulla, dispersa nel deserto. La realtà è un po’ diversa.
Huacachina non è lontana dalla città e non dà davvero la sensazione di essere “in mezzo al niente”. È piena di locali, ristoranti e negozietti turistici. Però, nonostante questo, ha un’atmosfera stranamente magica.
Il consiglio è di arrivare con un po’ di anticipo rispetto alle escursioni pomeridiane, così da fare con calma un giro intorno all’oasi prima che inizi il caos dei tour.
Dune Buggy & Sandboard al tramonto
La vera chicca di Huacachina, almeno per noi, è stata prenotare tramite GetYourGuide – escursione in dune buggy al tramonto.
Il sandboard è divertente, ma la parte veramente assurda è il buggy.
Dodici persone a bordo di questi mezzi che sfrecciano su e giù dalle dune a velocità folli. Ancora oggi mi chiedo con quale logica riescano a guidare nel deserto senza schiantarsi continuamente l’uno contro l’altro.
Non lo so, ma so che la rifarei altre mille volte.
I driver sono incredibili e il mix tra adrenalina, deserto e tramonto rende questa esperienza una delle più folli e divertenti che abbia mai fatto durante un viaggio.
E poi arriva il tramonto.
Silenzio totale, dune infinite e il sole che cala nel deserto. Uno di quei momenti che riescono davvero a fermarti per qualche minuto.
Dopo una giornata così intensa abbiamo preso un bus notturno direzione Arequipa: circa 11 ore di viaggio.
Una tratta lunga, sì, ma strategica per ottimizzare al massimo gli spostamenti ed evitare di “bruciare” un’intera giornata solo per trasferirsi.
Qui troverai maggiori dettagli su come combinare Paracas, Isole Ballestas e Oasi Huacachina.
GIORNO 7 – Risveglio ad Arequipa
Dopo giornate molto intense, Arequipa è stata una tappa decisamente più tranquilla.
La cosiddetta “Città Bianca” deve il suo nome al sillar, una pietra vulcanica bianca utilizzata per costruire gran parte del centro storico. Passeggiare per le sue strade dopo il caos dei giorni precedenti è stato quasi rilassante.
Qui inizia anche la vera fase di acclimatazione all’altitudine.
Arequipa si trova infatti a circa 2300 metri sopra il livello del mare: abbastanza per iniziare ad abituarsi gradualmente alle quote più alte che arriveranno nei giorni successivi.
Secondo me è una tappa fondamentale nell’organizzazione di un itinerario in Perù, soprattutto se si vuole affrontare meglio le zone andine senza trovarsi catapultati troppo velocemente ad altitudini elevate.
GIORNI 8–9 – Il Canyon del Colca
Per visitare il Canyon del Colca abbiamo prenotato tramite GetYourGuide – escursione di due giorni al Canion del Colca con partenza da Arequipa e arrivo finale a Puno. Una scelta fatta soprattutto per ottimizzare gli spostamenti ed evitare di tornare indietro inutilmente.
Durante il tragitto abbiamo attraversato paesaggi andini incredibili, circondati da alpaca, vigogne e montagne infinite. Ed è qui che abbiamo scoperto anche il famosissimo tè di coca.
Non posso dire che ci abbia fatto passare il mal di montagna, ma sicuramente ci ha scaldato il cuore.
Eh sì, perché proprio in questa fase del viaggio l’altitudine ha iniziato a farsi sentire davvero. Al Mirador de los Volcanes abbiamo raggiunto quasi 4800 metri sopra il livello del mare e il classico mal di testa da altitudine non ha tardato ad arrivare.
Per recuperare un po’ le energie ci siamo fermati alle terme naturali di Chivay: una pausa rilassante e quasi necessaria dopo ore di strada e alta quota.
Arrivo a Puno
Una volta arrivati a Puno, consiglio praticissimo: scegliete un hotel che permetta di lasciare i bagagli anche dopo il check-out.
Se avete in programma l’escursione sul Lago Titicaca, partire solo con uno zaino cambia completamente l’esperienza e vi evita di portarvi dietro il bagaglio grande inutilmente.
GIORNI 10–11 – Alla scoperta del lago navigabile più alto del mondo
Per vivere al meglio questa esperienza abbiamo prenotato tramite GetYourGuide – escursione di due giorni sul Lago Titicaca.
Questa è stata probabilmente una delle esperienze più autentiche di tutto il viaggio.
Per due giorni è sembrato davvero di essere stati catapultati in un’altra epoca:
È una di quelle esperienze che ti permettono davvero di entrare nella quotidianità delle persone: mangi al loro tavolo, dormi nelle loro case e inizi a capire qualcosa in più del loro stile di vita e della loro cultura.
Turistica? Sì, inevitabilmente.
Ma allo stesso tempo estremamente vera.
La rifarei altre mille volte.
Rientro a Puno
Nel pomeriggio siamo rientrati a Puno e inizialmente l’idea era quella di visitare un po’ la città. Alla fine però le cose sono andate diversamente.
Prima siamo tornati a recuperare i bagagli lasciati in hotel e poi, approfittando dei prezzi bassissimi degli alloggi, abbiamo prenotato all’ultimo minuto una stanza super economica — circa 6 euro a testa — semplicemente per concederci una doccia e qualche ora di relax.
E già che c’eravamo ci siamo anche sdraiati un po’ sul letto.
Ma non certo per dormire.
Per ottimizzare ancora una volta i tempi, abbiamo deciso di prendere un bus notturno verso Cusco, evitando così di perdere un’intera giornata negli spostamenti.
GIORNO 12 – Valle Sacra
Per visitare la Valle Sacra abbiamo prenotato un’escursione tramite Viator con guida in italiano.
Tra saline, siti archeologici e villaggi incastonati nelle montagne, questa giornata è stata una vera immersione nella storia e nella cultura Inca.
In particolare le tappe della giornata sono state:
– CHINCHERO
– MORAY
– LE SALINE DI MARAS
– OLLANTAYTAMBO
– PISAC
La guida si è rivelata preparatissima, disponibile e fondamentale per capire davvero quello che stavamo visitando.
Una giornata bellissima, intensa ma un po’ stancante.
Ne è valsa la pena? Assolutamente sì!!
GIORNO 13 – THE BEST OF PERU: Montagna Arcobaleno e Valle Rossa
Anche questa giornata è iniziata molto presto.
Abbiamo prenotato tramite GetYourGuide – escursione alla montagna arcobaleno e valle rossa in ATV che prevedeva un tratto in quad attraverso paesaggi surreali fatti di montagne rosse, ruscelli, lama e alpaca.
Fino ad arrivare a lei: la famosissima Montagna Arcobaleno.
Turistica? Tantissimo.
Sì, c’erano davvero molte persone.
Ma davanti a certi paesaggi la sensazione cambia completamente. Ti rendi conto di quanto siamo piccoli rispetto all’immensità della natura che ci circonda.
Ed è proprio questo che rende posti così famosi comunque speciali.
Nel tardo pomeriggio siamo rientrati a Cusco, giusto il tempo per una passeggiata veloce in città e qualche ora di riposo prima della tappa più attesa del viaggio.
GIORNI 14–15 – Machu Picchu
Per il trekking verso Machu Picchu abbiamo scelto un tour operator locale: Machu Picchu Terra.
Onestamente? Non ce la sentiamo di consigliarlo al 100%.
Lo avevamo scelto esclusivamente perché offriva una guida in italiano, ma due giorni prima dell’escursione ci hanno comunicato che la guida non sarebbe più stata disponibile a causa di un infortunio. Fin qui può succedere. Il problema è che non ci è stata proposta alcuna alternativa in italiano e non abbiamo ricevuto nemmeno un rimborso parziale.
Non il miglior inizio possibile.
Nonostante questo, però, abbiamo avuto la fortuna di trovare una guida davvero speciale che, con il suo continuo “¡qué ricooo!”, è riuscita a rendere il trekking molto più leggero e divertente.
Alla fine ci ha accompagnati parlando in spagnolo anziché in inglese, e paradossalmente siamo riusciti a capire molto meglio così.
Il trekking verso Machu Picchu
Che dire.
Una fatica assurda.
Migliaia di scalini ripidissimi che più di una volta mi hanno fatto pensare:
“Ma cosa avevano in testa questi Inca?”
Poi però arrivi lassù.
E la vedi.
In mezzo alle montagne compare una città incredibile, costruita secoli fa in un luogo che ancora oggi sembra quasi impossibile da raggiungere.
Ed è lì che realizzi davvero la grandezza di quello che hanno creato.
Una città costruita da esseri umani come noi, senza mezzi moderni, senza tecnologia, e che ancora oggi riesce a lasciare senza parole milioni di persone.
Bellissima.
Emozionante.
Unica.
Per maggiori informazioni su Machu Picchu – come organizzarsi, clicca sul link!
GIORNO 16 – Rientro a Lima
Volo interno in mattinata verso Lima.
Abbiamo approfittato dell’ultima giornata per continuare la visita della capitale, esplorando altri quartieri della città fino a tarda sera.
Una conclusione decisamente più tranquilla dopo giorni molto intensi tra montagne, trekking e spostamenti continui.
GIORNO 17 e 18 – Rientro a casa
Ultimo volo e rientro in Italia.
Stanchi? Tantissimo.
Ma con la sensazione di aver sfruttato ogni singolo giorno al massimo.
Conclusioni – Rifarei questo itinerario?
Assolutamente sì.
È stato un viaggio intenso, a tratti stancante, con ritmi spesso serrati e tantissime ore passate tra voli, bus notturni e sveglie all’alba. Ma proprio questa organizzazione ci ha permesso di vedere ambienti completamente diversi tra loro in poco più di due settimane:
Il Perù è uno di quei paesi che ti obbligano ad adattarti continuamente: all’altitudine, alle temperature, agli spostamenti, ai ritmi e anche a un certo livello di stanchezza. Però ripaga ogni fatica con paesaggi ed esperienze davvero uniche.
Questo itinerario non è pensato per chi cerca una vacanza rilassante.
È pensato per chi ha un numero limitato di giorni e vuole sfruttarli al massimo, cercando di vedere il più possibile senza perdere tempo inutilmente negli spostamenti.
Col senno di poi cambierei qualcosa? Probabilmente pochissimo.
Forse qualche ora di sonno in più.
Ma per il resto rifarei quasi tutto esattamente allo stesso modo.
E se state organizzando un viaggio simile, il consiglio più importante che posso darvi è questo:
non abbiate paura di costruire un itinerario intenso, purché abbia una logica dietro.
Perché quando l’organizzazione funziona davvero, anche un viaggio così pieno può trasformarsi in un’esperienza incredibile.
BUON VIAGGIO!